BREWCALC – Inizio fase di test

Ed eccomi a parlarvi nuovamente di BrewCalc, il nuovo portale pensato per Microbirrifici ed Homebrewers. Come lasciato intendere nel precedente post sono stati mesi di intenso lavoro e tutto nel tentativo di affrettare i tempi per rendere BrewCalc accessibile a tutti. Lo sviluppo non è ancora terminato ma i risultati stanno cominciando ad affiorare.

Oltre a questo articolo ne seguiranno altri con lo scopo di promuovere le funzionalità del portale.

Oggi voglio illustrare il fulcro di BrewCalc, la gestione delle ricette. In particolare andrò a descrivere come realizzare una nuova ricetta mostrando le principali funzionalità. Inoltre, a dimostrazione del corretto funzionamento delle procedure di calcolo andrò a comparare i risultati con altri software già presenti in rete.

Per lo scopo mi sono servito di BeerSmith, per quanto concerne la creazione della ricetta,  e di EZ Water per il calcolo del profilo dell’acqua.

Prima di iniziare è doveroso evidenziare che, la ricetta usata per il test è a solo scopo di esempio e non è stata concepita per un uso brassicolo.

La ricetta

Per poter eseguire questo test sono andato a creare una ricetta aventi le seguenti caratteristiche:

Volume in Litri 27
OG 1,048
FG 1,008
IBU 9,5
Coefficiente di ammostamento 72%
Malto Pils 2,5 Kg
Malto Pale 2,5 Kg
Malto Monaco 500 gr
Frumento 350 gr
Luppolo Fuggle (60 minuti) – formula Tinseth 13 gr
Luppolo Saaz (10 minuti) 35 gr

Di seguito una immagine della ricetta creata in BeerSmith:potete notare i parametri calcolati da BeerSmith secondo le caratteristiche sopra elencate:

A questo punto vado a riportare le stesse caratteristiche in BrewCalc. Per rendere più semplice la lettura mostrerò alcune schermate a titolo di esempio.

Di seguito alcuni parametri calcolati in base alle caratteristiche precedentemente inserite.

Una volta inserite le caratteristiche della nostra ricetta passo con l’inserimento degli ingredienti andando a inserire gli stessi quantitativi utilizzati in BeerSmith. 

Come è possibile notare dall’immagine sopra riportata, sono visibili alcune icone che allertano l’utente che qualcosa sembra non funzionare correttamente. In verità le icone non sono altro che un automatismo di controllo che BrewCalc attua sul proprio MAGAZZINO. In parole povere, il sistema si accorge che uno o più ingredienti non sono presenti in magazzino e allerta l’utente della mancanza.

Rimando ad un altro post la descrizione sugli automatismi tra RICETTA e MAGAZZINO.

Mentre vi scrivo sto completando, passo dopo passo, la mia ricetta. Ciò che mi preme sottolineare è che BrewCalc mi avverte di eventuali anomalie riscontrate. Per farlo sono visibili, in RICETTA, dei riquadri colorati. Questi riquadri fanno parte del sistema di “controllo” che avverte l’utente il raggiungimento o meno dei parametri prefissati. Di seguito la situazione relativa alla ricetta in fase di creazione:

Come si può notare, il calcolo dei quantitativi rientra perfettamente con quanto inserito in BeerSmith anche se con qualche leggera differenza. Il test mi ha fatto notare che BeerSmith esegue degli arrotondamenti sui valori decimali. Per esempio Il malto PALE ed il PILSNER hanno densità specifica differente (rispettivamente 1,037 e 1,036) eppure, la quantità calcolata e la percentuale coincidono perfettamente.

A questo punto vado a riepilogare quanto inserito fin qui: in conclusione, per la ricetta di esempio occorrono 5,9 Kg complessivi di grani (99,7%) e 48 gr di luppoli (9,8 IBU stimate secondo la formula di Tinseth). L’alcool stimato è di 5,4 con un EBC di 9,5 (BerrSmith stima 8,6) ed un PH iniziale di ammostamento stimato a 6,07.

Il passo successivo è quello di elencare la “scaletta enzimatica”. E’ disponibile un pannello dedicato in cui posso inserire gli steps enzimatici e tener traccia di temperature e PH del mosto:

Stima sul PH di ammostamento

BrewCalc da la possibilità di inserire un profilo delle acque personalizzato o di caricarne uno già presente in archivio. Per chi come me impiega acqua minerale per la birrificazione torna utile la presenza di un archivio contenente diversi profili di acque minerali presenti sul mercato italiano.

Tornando al test ho utilizzato un profilo generico denominato ACQUA ed ho impostato il quantitativo di acqua da impiegare in fase di ammostamento e di risciacquo trebbie. A questo punto decido di modificare il profilo della mia acqua cercando di avvicinarmi ad uno dei “profili storici” conosciuti. Nel mio caso seleziono il profilo delle acque di Brugge:

Il sistema permette di calcolare i sali da aggiungere per potersi avvicinare al profilo desiderato. Di seguito i sali da me aggiunti ed il rispettivo calcolo stimato:

L’aggiunta dei sali, unita alla lista dei grani impiegati in ricetta, ne determina il PH stimato in fase di ammostamento. Nelle immagini precedenti, il PH stimato è evidenziato da un riquadro di controllo color rosso (avverte che il PH stimato è troppo alto per la fase enzimatica di ammostamento).

Ma quanto sono attendibili questi calcoli? Per saperlo mi sono servito di un foglio excel presente in rete, EZ Water.

Ho riportato i parametri inseriti in BrewCalc (durezza dell’acqua, grani impiegati in ricetta, Volumi…) e di seguito ecco quanto calcolato da EZ Water:

Come si può notare il foglio di calcolo stima un PH di ammostamento iniziale pari a 6,01 contro il 6,07 calcolato da BrewCalc. Anche in questo caso posso considerarmi soddisfatto dell’attendibilità dei calcoli effettuati dal portale.

Conclusioni

Riepilogando, i valori calcolati da BrewCalc sembrano combaciare perfettamente con quanto calcolato da altri software già presenti in rete. Vorrei comunque calmare gli entusiasmi perchè i test da eseguire non sono finiti. BrewCalc dovrà superare altri test prima di poter fare la vostra conoscenza. Inoltre nuove evolutive sono ancora in fase di realizzazione.

Sarà mio compito tenervi aggiornati sull’andamento dello sviluppo con altri articoli che pubblicherò qui in makebeer.it