BREWCALC – gli “stati” di una ricetta

E’ da un pò che pensavo di parlarne e finalmente trovo il tempo per farlo. Oggi proverò a spiegarvi uno dei meccanismi fondamentali di BrewCalc, lo stato di una ricetta.

L’idea è frutto dei mie anni trascorsi nella programmazione bancaria dove il concetto di stato di una pratica o di un dossier è di frequente impiego. Quante volte è capitato di sentirsi dire che la pratica è in lavorazione o è in stato di avanzamento

Tutto questo è sempre servito a dare una precisa collocazione temporale delle vostre richieste/domande burocratiche o, più comunemente, delle vostre spedizioni postali.

Il concetto è identico, in BrewCalc la ricetta può variare di stato e ad ogni stato corrisponde un preciso istante del processo produttivo. Vediamo come.

Ogni ricetta può variare il suo percorso evolutivo in 3 stati differenti. Questi stati hanno vengono identificati in IL (In Lavorazione), AV (AVanzamento) e CO (COnclusa). Esiste un quarto stato chiamato BL (BLoccato) ma la sua gestione non è di competenza degli utenti ed ha finalità solo di visualizzazione.

Analizziamo in ordine cronologico ogni singolo stato.

IN LAVORAZIONE

Il primo è lo stato IL, In Lavorazione. E’ lo stato che viene assegnato ad ogni nuova ricetta. In questo stato tutto è concesso…o quasi. Se volessimo assegnare una precisa collocazione temporale in ambito birraio, lo stato IL definisce il momento in cui la ricetta viene pensata ed elaborata. In questa fase vengono definiti gli ingredienti da impiegare in ammostamento, le tempistiche, gli steps enzimatici… e in ogni momento sarà possibile apportare modifiche alla struttura della ricetta.

AVANZAMENTO

Il secondo stato è quello di AV, AVanzamento. L’avanzamento è reso possibile azionando il seguente pulsante

Questo stato identifica il giorno effettivo della cotta; la ricetta è completata in ogni sua caratteristica e non rimane che birrificare. 

Nel momento in cui la ricetta si trova in questo stato l’utente potrà notare alcune differenti funzionalità. Per prima cosa viene impedito qualsiasi modifica alla lista ingredienti ma, niente panico, in ogni momento sarà possibile regredire la ricetta allo stato precedente, quello della lavorazione e da lì eseguire le modifiche e, successivamente, riportare la ricetta in stato avanzato.

Altra funzionalità riguarda la verifica della disponibilità degli ingredienti in Magazzino. BrewCalc prevede una costante verifica della giacenza degli ingredienti. In questo modo l’utente, o il Birrificio, viene allertato sulla effettiva disponibilità delle materie prime in suo possesso.

E se decidessi di non voler gestire il Magazzino di BrewCalc? Nessun problema, ci pensa Gambrinus.

Gambrinus è il nome assegnato al sistema di controllo di BrewCalc. Il suo compito è quello di aiutare l’utente nelle scelte e a fornire soluzioni laddove ce ne sia bisogno. Nel nostro caso Gambrinus ci da la possibilità di “forzare” il controllo giacenza ed avanzare lo stato della ricetta.

Sempre in questo stato della ricetta il sistema attiva un nuovo pannello che aiuta l’utente ad eseguire correzioni di densità zuccherina. E’ il caso in cui le misurazioni fatte in pre-Boil ci restituiscono una densità inferiore a quella attesa.

Con questo semplice pannello BrewCalc ci dirà quanto fermentabile aggiungere per poter eseguire la correzione di densità.

CONCLUSA

Infine, il terzo ed ultimo stato è quello di COnclusa ed è attivabile dall’azione del seguente pulsante:

Se volessimo assegnare una precisa collocazione lungo il processo produttivo a questo stato corrisponde il momento in cui il mosto passa nel fermentatore.

Il passaggio allo stato di conclusa comporta modifiche permanenti al proprio archivio dati, in particolare la ricetta non potrà più essere regredita agli stati precedenti la giacenza degli ingredienti presenti in Magazzino verrà aggiornata.

Ma andiamo con ordine.

Per prima cosa l’aspetto grafico della ricetta cambia veste. Non saranno più presenti i pannelli di inserimento o variazione dati che erano visibili negli stati precedenti. Questi vengono sostituiti da pannelli riepilogativi e da nuove funzionalità.

Secondo, verranno automaticamente aggiornati i pesi degli ingredienti presenti in Magazzino ed usati in ricetta. Sempre se si è deciso di gestire un Magazzino.

Terzo, il sistema aggiunge un grafico in cui poter registrare l’andamento della fermentazione. Questo grafico sarà visibile sotto la voce Fermentazione del menù.

Il nuovo pannello permette diverse funzionalità, come la registrazione di una lettura (misurazione della temperatura e della densità), la data di travaso e l’aggiunta di eventuali luppoli in Dry Hopping. Anche in questo caso è previsto il sincronismo con il Magazzino.

Quarto, nuovi pannelli integrativi saranno visibili in ricetta, tra questi ritroviamo la gestione del priming e dell’imbottigliamento ed un ulteriore pannello utile ad effettuare correttive sulla densità zuccherina del mosto presente nel fermentatore.

BLOCCATA

Concludo questo post con la descrizione breve dell’ultimo stato presente in BrewCalc, lo stato di BLoccato. Non è uno stato di propria pertinenza. In questo stato si trovano tutte quelle ricette che il team di BrewCalc o i Microbirrifici hanno deciso di condividere con gli utenti iscritti. Sono ricette usate per la semplice consultazione e, se lo si desidera, per poter essere replicate per uso brassicolo personale.

Spero di aver fatto chiarezza su questo argomento e per qualunque cosa non esitate a chiedere. Vi informo che da oggi tutte le tematiche di BrewCalc potranno essere liberamente affrontate sulla pagina facebook dedicata a BREWCALC.

 

BREWCALC – la fermentazione

Con il post di oggi vado a descrivere come memorizzare in BREWCALC l’andamento della fermentazione di una birra.

Lo strumento è raggiungibile dal menù laterale, alla voce Fermentazione.

Da questa voce si accede ad una schermata in cui è possibile monitorare tutte le fermentazioni in atto:

Funzionamento

Il grafico di una fermentazione viene creato in automatico una volta terminata una cotta. Questa operazione è gestita in BREWCALC dal cambio di stato di una ricetta. Ogniqualvolta una ricetta passa dallo stato di AVANZAMENTO a quello di CONCLUSA il sistema crea un grafico associato alla birra in fermentazione.

Sarà sempre possibile poter registrare una nuova lettura azionando il quadro comandi laterale:Confermando la lettura viene visualizzato un riepilogo:

Ecco di seguito la situazione antecedente l’inserimento di una nuova lettura

e quella successiva all’inserimento:Tutto molto semplice ed intuitivo.

Una volta terminato il periodo di fermentazione occorre cliccare sul relativo pulsante Concludi ed il sistema confermerà le letture registrate che saranno, in futuro, sempre raggiungibili dallo storico della ricetta.

 

BREWCALC – il Magazzino prodotti

Continua la carrellata di post utili a descrivere le utility presenti all’interno di BREWCALC.

Oggi vado a descrivere l’uso del MAGAZZINO e la sua stretta correlazione con le Ricette elaborate.

A quanti di voi è capitato chiedersi “ma quanto mi sarà rimasto di malto…?“. Ebbene l’idea di base è stata quella di creare, all’interno di BREWCALC, un’area MAGAZZINO in cui poter registrare gli ingredienti a nostra disposizione con relativo peso. Ogniqualvolta viene elaborata una ricetta BREWCALC aggiorna la giacenza del MAGAZZINO in modo da tenerci sempre aggiornati sull’attuale stato della giacenza.

Ma non è tutto, BREWCALC è in grado di segnalarci se un dato ingrediente è presente o meno in MAGAZZINO. Questo è visibile in fase di realizzazione della ricetta. Quando aggiungo un ingrediente il sistema ne verifica l’effettiva presenza in MAGAZZINO, e se presente, ci informa se il quantitativo da impiegare in ricetta soddisfa il quantitativo presenza in MAGAZZINO.

Ma vediamo come funziona il tutto mostrandovi qualche schermata estratta dal portale.

Sono in fase di creazione ed ho aggiunto gli ingredienti che mi serviranno per sviluppare la mia futura birra:

Come è possibile notare, BREWCALC ci segnala, con l’uso di icone, lo stato di giacenza di ogni ingrediente. Nel mio caso mi ritrovo il malto pilsner con un triangolo giallo, malto monaco, amarillo e buccia d’arancia con un’icona in rosso ed i restanti con un evidente segnale positivo.

L’icona ci informa che l’ingrediente non è disponibile in magazzino

 

 

L’icona ci informa che l’ingrediente è presente in magazzino ma il peso disponibile non soddisfa quanto richiesto in ricetta

 

L’icona ci informa che l’ingrediente è presente in magazzino con un quantitativo sufficiente a poter realizzare la nostra birra.

 

A questo punto diamo un’occhiata al MAGAZZINO stesso:entro in dettaglio sul malto pilsner:

Da qui è possibile visualizzare alcune informazioni riguardanti l’ingrediente selezionato e modificare il peso in giacenza. Nel mio caso i 2080 grammi disponibili non soddisfano i 3,79 Kg richiesti in ricetta.

Attenzione al Controllore

BREWCALC è provvisto di diversi sistemi di controllo che ci indicano se una data operazione è valida o meno. Precedentemente ne ho mostrato uno, ovvero la segnalazione tramite l’uso di icone.

Supponiamo di voler ignorare questo avvertimento e decido di proseguire con l’iter produttivo avanzando lo stato di una ricetta.

Mi fermo per inserire una nota; gli stati di una ricetta verranno spiegati in un altro post, per il momento sappiate che la ricetta, in BREWCALC, può trovarsi in 3 stati differenti, IN LAVORAZIONE(la ricetta può essere modificata), in AVANZAMENTO(indica il giorno della “cotta”, quindi ho già confermato gli ingredienti da usare) ed in CONCLUSA(fine della cotta, il mosto passa in fermentazione).

Tornando al discorso di prima, decido di proseguire l’iter produttivo ed avanzo di stato la ricetta:

Anche in questo caso BREWCALC mi sta avvisando che gli ingredienti da me scelti non sono disponibili e l’avanzamento viene bloccato.

Sviluppi futuri

Oltre alla gestione delle materie in ingresso è previsto lo sviluppo dei prodotti in uscita. Questa opzione sarà attiva solo per i Microbirrifici che più di tutti hanno necessità di gestire le uscite dei propri prodotti.

P.S. BREWCALC è in fase di beta test, se sei interessato a far parte del gruppo di persone che potranno usare in anteprima il portale non esitare a contattarmi al seguente indirizzo email: brewcalc2017@gmail.com

 

BREWCALC – Inizio fase di test

Ed eccomi a parlarvi nuovamente di BrewCalc, il nuovo portale pensato per Microbirrifici ed Homebrewers. Come lasciato intendere nel precedente post sono stati mesi di intenso lavoro e tutto nel tentativo di affrettare i tempi per rendere BrewCalc accessibile a tutti. Lo sviluppo non è ancora terminato ma i risultati stanno cominciando ad affiorare.

Oltre a questo articolo ne seguiranno altri con lo scopo di promuovere le funzionalità del portale.

Oggi voglio illustrare il fulcro di BrewCalc, la gestione delle ricette. In particolare andrò a descrivere come realizzare una nuova ricetta mostrando le principali funzionalità. Inoltre, a dimostrazione del corretto funzionamento delle procedure di calcolo andrò a comparare i risultati con altri software già presenti in rete.

Per lo scopo mi sono servito di BeerSmith, per quanto concerne la creazione della ricetta,  e di EZ Water per il calcolo del profilo dell’acqua.

Prima di iniziare è doveroso evidenziare che, la ricetta usata per il test è a solo scopo di esempio e non è stata concepita per un uso brassicolo.

La ricetta

Per poter eseguire questo test sono andato a creare una ricetta aventi le seguenti caratteristiche:

Volume in Litri 27
OG 1,048
FG 1,008
IBU 9,5
Coefficiente di ammostamento 72%
Malto Pils 2,5 Kg
Malto Pale 2,5 Kg
Malto Monaco 500 gr
Frumento 350 gr
Luppolo Fuggle (60 minuti) – formula Tinseth 13 gr
Luppolo Saaz (10 minuti) 35 gr

Di seguito una immagine della ricetta creata in BeerSmith:potete notare i parametri calcolati da BeerSmith secondo le caratteristiche sopra elencate:

A questo punto vado a riportare le stesse caratteristiche in BrewCalc. Per rendere più semplice la lettura mostrerò alcune schermate a titolo di esempio.

Di seguito alcuni parametri calcolati in base alle caratteristiche precedentemente inserite.

Una volta inserite le caratteristiche della nostra ricetta passo con l’inserimento degli ingredienti andando a inserire gli stessi quantitativi utilizzati in BeerSmith. 

Come è possibile notare dall’immagine sopra riportata, sono visibili alcune icone che allertano l’utente che qualcosa sembra non funzionare correttamente. In verità le icone non sono altro che un automatismo di controllo che BrewCalc attua sul proprio MAGAZZINO. In parole povere, il sistema si accorge che uno o più ingredienti non sono presenti in magazzino e allerta l’utente della mancanza.

Rimando ad un altro post la descrizione sugli automatismi tra RICETTA e MAGAZZINO.

Mentre vi scrivo sto completando, passo dopo passo, la mia ricetta. Ciò che mi preme sottolineare è che BrewCalc mi avverte di eventuali anomalie riscontrate. Per farlo sono visibili, in RICETTA, dei riquadri colorati. Questi riquadri fanno parte del sistema di “controllo” che avverte l’utente il raggiungimento o meno dei parametri prefissati. Di seguito la situazione relativa alla ricetta in fase di creazione:

Come si può notare, il calcolo dei quantitativi rientra perfettamente con quanto inserito in BeerSmith anche se con qualche leggera differenza. Il test mi ha fatto notare che BeerSmith esegue degli arrotondamenti sui valori decimali. Per esempio Il malto PALE ed il PILSNER hanno densità specifica differente (rispettivamente 1,037 e 1,036) eppure, la quantità calcolata e la percentuale coincidono perfettamente.

A questo punto vado a riepilogare quanto inserito fin qui: in conclusione, per la ricetta di esempio occorrono 5,9 Kg complessivi di grani (99,7%) e 48 gr di luppoli (9,8 IBU stimate secondo la formula di Tinseth). L’alcool stimato è di 5,4 con un EBC di 9,5 (BerrSmith stima 8,6) ed un PH iniziale di ammostamento stimato a 6,07.

Il passo successivo è quello di elencare la “scaletta enzimatica”. E’ disponibile un pannello dedicato in cui posso inserire gli steps enzimatici e tener traccia di temperature e PH del mosto:

Stima sul PH di ammostamento

BrewCalc da la possibilità di inserire un profilo delle acque personalizzato o di caricarne uno già presente in archivio. Per chi come me impiega acqua minerale per la birrificazione torna utile la presenza di un archivio contenente diversi profili di acque minerali presenti sul mercato italiano.

Tornando al test ho utilizzato un profilo generico denominato ACQUA ed ho impostato il quantitativo di acqua da impiegare in fase di ammostamento e di risciacquo trebbie. A questo punto decido di modificare il profilo della mia acqua cercando di avvicinarmi ad uno dei “profili storici” conosciuti. Nel mio caso seleziono il profilo delle acque di Brugge:

Il sistema permette di calcolare i sali da aggiungere per potersi avvicinare al profilo desiderato. Di seguito i sali da me aggiunti ed il rispettivo calcolo stimato:

L’aggiunta dei sali, unita alla lista dei grani impiegati in ricetta, ne determina il PH stimato in fase di ammostamento. Nelle immagini precedenti, il PH stimato è evidenziato da un riquadro di controllo color rosso (avverte che il PH stimato è troppo alto per la fase enzimatica di ammostamento).

Ma quanto sono attendibili questi calcoli? Per saperlo mi sono servito di un foglio excel presente in rete, EZ Water.

Ho riportato i parametri inseriti in BrewCalc (durezza dell’acqua, grani impiegati in ricetta, Volumi…) e di seguito ecco quanto calcolato da EZ Water:

Come si può notare il foglio di calcolo stima un PH di ammostamento iniziale pari a 6,01 contro il 6,07 calcolato da BrewCalc. Anche in questo caso posso considerarmi soddisfatto dell’attendibilità dei calcoli effettuati dal portale.

Conclusioni

Riepilogando, i valori calcolati da BrewCalc sembrano combaciare perfettamente con quanto calcolato da altri software già presenti in rete. Vorrei comunque calmare gli entusiasmi perchè i test da eseguire non sono finiti. BrewCalc dovrà superare altri test prima di poter fare la vostra conoscenza. Inoltre nuove evolutive sono ancora in fase di realizzazione.

Sarà mio compito tenervi aggiornati sull’andamento dello sviluppo con altri articoli che pubblicherò qui in makebeer.it

 

BREWCALC – Il nuovo portale web

BREWCALC è il nuovo portale web pensato e progettato per homebrewes e microbirrifici nel quale sarà possibile creare le proprie ricette, gestire un proprio magazzino, memorizzare l’andamento delle fermentazioni e tanto altro il tutto accompagnato da una grafica semplice ed intuitiva. BREWCALC è ancora in fase di realizzazione e sarà ben presto raggiungibile al seguente link.

Ma andiamo con ordine parlando del perchè di questo progetto. Tutto nasce dall’esigenza di archiviare tutte le mie ricette in modo da poterle consultare rapidamente ogni qualvolta necessario. Inoltre ho sentito l’esigenza di tener traccia degli ingredienti in mio possesso senza dover, di volta in volta, verificarne la disponibilità per le nuove cotte.

Ed ecco quindi l’idea di realizzare questo portale che sarà accessibile a tutti, previa registrazione, e dove ognuno potrà creare le proprie ricette e averle sempre a disposizione ovunque vi troviate. Il portale sarà consultabile da notebook, tablet, smartphone rendendo BREWCALC differente dai classici programmi per homebrewers presenti in rete.

Prossimamente seguiranno ulteriori post sull’argomento. Per il momento vi lascio a qualche screenshot per rendere l’idea.

BREWCALC sta arrivando!

Nuovo impianto casalingo – parte 2

E’ trascorso un pò di tempo dalla prima parte di questo articolo ma questa sta risultando essere un’annata di scarsa produzione. Inoltre sto dedicando molto del mio tempo libero alla realizzazione di un nuovo portale pensato per Microbirrifici ed Homebrewers. Il suo nome è BrewCalc e non troppo tardi sarà on-line. In futuro dedicherò altri articoli a questo nuovo progetto.

E’ stato quindi necessario attendere qualche mese per poter raccogliere i dati necessari per completare la mia recensione sul nuovo impianto.

Posso subito annunciarvi che mi ritengo molto soddisfatto del cambiamento, la qualità del prodotto finito è migliorata, i tempi di lavorazione sono rimasti pressapoco identici ma ho guadagnato in praticità. Insomma, tutto è andato come speravo andasse ma…

ma come in ogni cambiamento i difetti di certo non mancano.

Principalmente ho notato due problematiche, scarso funzionamento dello scambiatore a piastre (vedi aggiornamento sotto in data 24 Aprile 2017) e imprecisione di temperatura segnalato dal termometro installato in pentola.

Ma andiamoli ad analizzare meglio nel dettaglio cominciando dal termometro. Ho notato che il termometro non segna bene temperatura del mosto, o comunque, si differenzia di qualche grado da un termometro portatile. Questa imprecisione tende ad aumentare con il crescere della densità dei malti presenti in acqua.

Questo scherzetto mi è costato una cotta; il termometro segnava 60 gradi mentre in pentola i gradi erano 70. Il problema è stato risolto facendo uso di un secondo termometro. Altra soluzione sarebbe quella di applicare le pale elettriche per il mescolamento. Questo dovrebbe garantire una diffusione omogenea della temperatura. In ogni modo è meglio mantenere in pentola un rapporto acqua:grani almeno di 3:1, meglio 3,5:1 (3 Litri e mezzo per Kg di grani).

La seconda problematica riguarda lo scambiatore di calore. La sola forza di gravità non basta a far scorrere la birra al suo interno fino al fusto, a meno che non si posizioni lo scambiatore in posizione verticale con il foro di ingresso in alto e quello di uscita in basso. A mio vedere questa disposizione non sta facendo funzionare a pieno lo scambio termico. Conclusione, la birra esce dallo scambiatore ad una temperatura di circa 35 gradi. Purtroppo è impensabile montare una pompa idraulica, ricordo sempre che il mio impianto ha la priorità di funzionare in casa senza trasformare la cucina in un laboratorio.

Aggiornamento del 24 Aprile: ho riprovato l’uso dello scambiatore in altre cotte. Per prima cosa confermo che lo scambiatore va usato posizionandolo in orizzontale. Diversamente il suo funzionamento è quasi nullo. Ho scoperto che lo scambiatore funziona anche senza la pompa idraulica menzionata precedentemente. Probabilmente nella prima circostanza si deve esser formato un “tappo” nel rubinetto della pentola impedendo il corretto fluire del mosto all’interno dello scambiatore. Posso confermare che lo scambiatore funziona e che raffredda veramente bene.

Nuovo impianto casalingo – parte 1

Come può un homebrewer birrificare in casa avendo a disposizione solo il piano di cottura della cucina ed un lavello? In questo articolo (suddiviso in 2 parti) andrò a parlarvi di come tutto questo sia possibile, descrivendo il materiale adoperato, le soluzioni e le problematiche riscontrate.

L’idea di quest’articolo è nata dalla necessità di cambiare impianto di produzione pur tenendo invariato il luogo di produzione, la cucina di casa.

Come molti sanno, produrre birra in casa comporta diverse problematiche. Basti pensare allo spazio ridotto, alla sorgente di calore limitata ai soli fornelli, alla problematica dell’acqua, ect.

Fino ad oggi la soluzione adottata è stata quella di impiegare un mini impianto di ridotte dimensioni e di facile maneggevolezza. Volendo descrivere l’impianto questo era formato da due pentole in alluminio ed un filtro ricavato da una ghiacciaia da pic-nic.

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Ma con l’aumentare dell’esperienza è cresciuta la necessità di migliorare il prodotto finito. Ma cosa più importante (almeno per me) è stata quella di sostituire l’alluminio per passare all’acciaio.

Alluminio

Di fatto siamo tutti circondati da materiali composti da alluminio, lo troviamo nelle confezioni alimentari, nelle pentole per la cucina, nelle costruzioni abitative e in parecchi utensili di uso quotidiano. E’ una delle migliori materie per resistenza e per salubrità da contaminazione batterica, apparentemente inalterabile consente maggiore igiene per il trattamento dei cibi, consente una buona pulizia e permette di agevolare nel mantenimento dei beni materiali contro l’usura del tempo, a conti fatti un materiale conveniente, ma alcuni studiosi hanno scoperto che possono rimanere nel corpo delle tracce di questo materiale. Basta effettuare un test per evidenziare i minerali che sono presenti nell’organismo per appurarne la veridicità di tale fatto.

Non voglio affrontare le argomentazioni di questi studi che evidenziano i danni, o meno, causati da tale metallo una volta che si sia depositato all’interno del nostro organismo. Che tracce di alluminio finiscono nella birra però mi ha sempre causato non poca inquietudine.

Riepilogando,

PREGI: l’impianto non ha richiesto grossi sforzi economici, sufficiente per produrre fino a 28 Lt di birra, facile da pulire, utilizzabile con i fornelli di casa

DIFETTI: l’alluminio, passaggio del mosto caldo dalla pentola al filtro.

L’idea di un nuovo impianto.

Da qua nasce l’idea di passare ad un nuovo impianto di produzione. In rete si trovano diverse soluzioni. Da mini impianti elettrici e a gas abbastanza costosi a coibentazioni economiche.

Dopo diverse ricerche ho deciso che il nuovo impianto doveva rispecchiare alcune caratteristiche: materiale in acciaio, facilità di utilizzo tra i vari passaggi durante la birrificazione, ridurre al minimo il tempo dedicato alla coibentazione e budget limitato.

Ma cosa più importante, l’impianto deve poter continuare a funzionare in casa.

Problematiche relative al nuovo impianto

Quali saranno le caratteristiche del nuovo impianto? A quali problematiche si va incontro? Che soluzioni adottare?

Bene, cominciamo subito con lo stabilire il quantitativo di prodotto finito desiderato che rimane sempre sui 25-28 Lt finali. Andare oltre i 30 Lt  comporterebbe problemi dovuti alla potenza di fiamma erogata dai fornelli presenti in casa. Molti homebrewer utilizzano dei fornelloni per alimentare le grosse pentole. Nel mio caso è impensabile installare dei fornelloni allacciati ad una bombola di GPL. Molto rischioso oltre ad essere pure faticoso. Inoltre, per grossi quantitativi occorrerebbero anche pentole e fermentatori di maggiore capienza e questo andrebbe ad aumentare i costi finali.

Riepilogando, serviranno delle pentole non troppo capienti, in acciaio inox alimentate dalla fiamma del gas di casa. Le pentole dovranno avere dimensioni contenute per facilitarne l’eventuale spostamento.

In dettaglio

Partiamo dalla fase di ammostamento; in questa fase serviranno due pentole, una contenente i malti e l’altra per scaldare l’acqua per il risciacquo. Le pentole sulla quale ho puntato la mia attenzione sono delle ottime pentole della Polsinelli, in acciaio inox, fornite di rubinetto e sonda per la temperatura. Il problema di queste pentole è che la più piccola ha un diametro di circa 38 cm (capienza 35 Lt). Viste le dimensioni di diametro risulta impossibile che queste entrino contemporaneamente sul piano di cottura.

wp_20161024_18_51_16_proHo risolto il problema diversamente. Personalmente, ritengo la pentola per l’acqua la meno “importante” ed è quella che non necessità di molte caratteristiche. Ho quindi acquistato una pentola basilare in acciaio inox senza rubinetto e termometro di ridotte dimensioni.

Su Amazon ho trovato una pentola della Buckingham con diametro da 33 cm che riesce a contenere fino a 18 Lt di acqua. Per scaldare l’acqua ho anche acquistato una piastra elettrica da 1500 Watt. Il costo della spesa è stata di 34 euro per la pentola e di 28 euro per la piastra.

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Funziona? Certamente! Ho testato il tutto e per scaldare 18 Lt di acqua ci son voluti 45 minuti per raggiungere i 78° C necessari per il risciacquo. Basterà l’uso di un contenitore di plastica con manico per spostare l’acqua nella pentola di ammostamento.

fly-sparge-35_1339Un Fly Sparge della Polsinelli adagiato sulla pentola di ammostamento mi permetterà di creare l’effetto pioggia sulle trebbie.

Ammostamento

pentola-per-produzione-birra-35-l_1053Come anticipato prima, la pentola scelta è una Polsinelli da 35 Lt composta da un rubinetto di scarico, termometro e filtro Halo al suo interno.

Terminato l’ammostamento dei grani si passa alla fase di risciacquo delle trebbie. Per questa fase ho acquistato uno sgabello nella quale andare a poggiare la pentola di ammostamento. La pentola che andrà a raccogliere il mosto filtrato verrà posizionata alla base dello sgabello e l’acqua di sparge a livello del piano cottura.

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L’idea di base è stata quella di creare una struttura a gradini per sfruttare la forza di gravità.

Ebollizione

wp_20161112_10_58_05_proUna volta raccolto il mosto questo andrà fatto bollire. E qui si presenta un altro problema. La fiamma sviluppata dal fornello di casa non ha la giusta potenza per portare ad ebollizione il mosto.

Nel mio vecchio impianto le ridotte dimensioni del pentolone (23 Lt) garantivano la fase di ebollizione. Con le pentole della Polsinelli difficilmente riuscirò a rimanere entro questi limiti. E’ plausibile immaginare che i litri raccolti supereranno i 23 Lt.

Soluzione, la Polsinelli produce anche una pentola da 50 Lt (sempre in acciaio, con rubinetto e termometro). Vi chiederete, a cosa può servire una pentola più capiente se il l’obbiettivo finale è quello di produrre circa 25-28 Lt di birra? La risposta sta nelle sue dimensioni. La differenza con la pentola sa 35 Lt sta nel maggior diametro (45 cm circa). Una pentola con un tale diametro mi da la possibilità di “abbracciare” più punti fuochi del piano cottura. Questo mi garantisce maggiore potenza di calore.

Ho eseguito il test portando ad ebollizione 35 Lt di acqua.  Il risultato è stato ottenuto in circa 30 minuti. Inoltre la base della pentola ha abbracciato tutti e 4 i fuochi del piano cottura. Un paio di diffusori di calore in piastra hanno migliorato la diffusione del calore. Di seguito alcune foto:

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Riepilogando il tutto, la spesa fatta è stata di:

  • Pentola acqua risciacquo 34 euro
  • Piastra elettrica 28 euro
  • Pentola 35 Lt + filtro Halo 175 euro
  • Pentola 50 Lt 142 euro
  • Fly sparge 40 euro
  • Birrometro 24 euro (per misurare i litri presenti in pentola – nota, non bastava creare delle pentole graduate al posto di far pagare soldi in più per una banalissima asta?)

Raffreddamento

scambiatore-di-calore-a-40-piastre-saldobrasate_2107Nel vecchio impianto impiegavo una serpentina in rame che riuscivo ad allacciare al normale rubinetto di casa. Lasciando il supporto di allacciamento al rubinetto ho deciso di sostituire la serpentina con uno scambiatore di calore a 40 piastre saldobrassate.

Sfruttando sempre il dislivello tra pentola (posizionata sul piano cottura) e fusto di fermentazione (posizionato a terra) riesco a far funzionare lo scambiatore di calore evitando la spesa di una elettropompa. Costo dello scambiatore, 70 euro più un metro di tubo Hot beer a 14 euro.

altra attrezzatura

carrelloPer gli spostamenti tra casa e cantina mi sono affidato ad un carrello come in foto. Capacità fino a 200 Kg. Comodo anche nello spostare, di volta in volta, tutta l’attrezzatura dalla cantina in casa e viceversa. Spesa 15 euro su Amazon.

Possibile aggiungere la ciliegina sulla torta?

Quanto sarebbe bello rendere la fase di ammostamento motorizzabile. Ma sorge un problema, l’altezza data dalla pentola più il motore che azionerebbe le pale raggiunge i circa 64 cm. Rischierei di non entrarci a causa della cappa dei fumi posizionata sopra il piano cottura. Preferisco quindi rimandare questa valutazione più avanti sperando di poter aggiungere questo componente che, a mio avviso, è fondamentale in un buon impianto di birra.

A questo punto non mi rimane che rimandarvi alla seconda parte dove andrò a descrivere la prima cotta con il nuovo impianto.